Il nostro ambassador Alessandro Ganino continua a distinguersi anche a livello internazionale. In occasione dell’Acantilados del Norte, una delle gare trail più impegnative del panorama europeo, Ganino ha conquistato un risultato di grande rilievo, classificandosi come primo italiano e 21° assoluto.
Le Canarie sono un luogo da visitare almeno una volta nella vita, simili tra di loro ma ognuna con la sua particolarità. Se Gran Canaria è perfetta per chi ama la bici da strada, Lanzarote quella per gli amanti degli sport a vela, La Palma, piccola e con un paesaggio che cambia colore, passando dal nero della sabbia lavica a sud, rossa e lunare al centro e verde e rigogliosa al nord è un posto perfetto per fare trekking, con sentieri curati e ben segnalati e piantagioni di banane in ogni dove.
Per questo e non solo, l’Acantilados del Norte, tappa della Skyrunning World Series, è una di quelle gare che ho sempre sognato di correre e che, una volta partiti, non ti concede un momento di riposo facendoti correre sulle scogliere a picco sull’oceano, togliendoti il fiato per la loro bellezza. I suoi 28,5km e 2200 metri di dislivello positivo non lasciano spazio a errori: devi essere lucido, preciso e sempre a tutta. È una di quelle gare in cui non esiste il pilota automatico. Devi centellinare ogni energia, ogni chilometro, per non “saltare” e goderti il finale.

Un aspetto particolare di questa gara è che ogni anno cambia direzione di partenza e arrivo, modificando completamente l’approccio e la gestione dello sforzo. Quest’anno si partiva da Garafía per arrivare a Barlovento, nella parte nord dell’isola, con un tracciato prevalentemente in salita. Una caratteristica che non è proprio nelle mie corde, essendo più un discesista, ma che ha reso la sfida ancora più stimolante e interessante da interpretare.

Nonostante ciò mi sono sentito bene anche se la partenza di una gara di così alto livello è stata davvero folle, dove o spingi dal primo passo per stare tra i primi o vieni inghiottito dal gruppo. Le gambe rispondevano, la testa c’era e ho potuto vivere la gara nel modo più pieno possibile: confrontandomi con i grandi di questo sport, restando dentro il ritmo, ma senza mai poter tirare il fiato. È proprio questa l’essenza dello skyrunning: l’ebbrezza di correre sempre al limite, dove la gestione diventa arte e ogni errore si paga caro.

Essere arrivato 1° italiano e 21° nella classifica generale è un risultato che mi rende orgoglioso, un piazzamento che dà ancora più valore alle sensazioni positive avute lungo tutto il percorso e che fa riflettere su quanto ancora sia il mio margine di miglioramento per competere con i più forti al mondo. Sono soddisfatto soprattutto per la consapevolezza di aver dato tutto. Su percorsi così, non conta solo il risultato: conta come gestisci la gara.

Poter contare anche su un equipaggiamento affidabile è stato fondamentale, in quando ogni dettaglio fa la differenza. Come al solito i pantaloncini Running Pro Short si sono dimostrati perfetti per contenere tutto il materiale obbligatorio. Grazie alle loro sei capienti tasche in vita che mi hanno permesso di correre senza zainetto da trail. Leggeri e pronti a seguire ogni movimento, anche nei tratti più veloci, ti danno quella comodità di avere tutto quello che ti serve con te ma la sensazione di correre in versione “minimal”, con solo maglietta e pantaloncini. Un alleato silenzioso quando il ritmo non concede tregua e dove tutto il materiale necessario resta stabile e facile da prendere quando ne hai bisogno.
Adesso si recupera… ma con la testa già alla prossima sfida. Il circuito delle Skyrunning World Series 2026 è solo all’inizio e mi darà l’occasione di scoprire nuovi posti e confrontarmi con nuove sfide!
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