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Ande- Questione di equilibrio

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Calendario Ande 2020

ANDE 2020

L’attenzione della ditta ANDE nei confronti di una comunicazione al fine di un’ importante valorizzazione delle terre alte è da sempre nelle corde delle nostre attività marketing, quale momento di “ VALORE” unico e reale. Le nostre attività marketing sono sempre state rivolte nei confronti di tutti quei fruitori del nostro territorio montano dove storia, lavoro e sport da sempre si incrociano.
Il calendario ANDE 2020 “GRIGNA VI° – Storie di uomini e pareti”, è concentrato sul tema di tutti quei valori etici e sociali che nella montagna lombarda, simbolo dell’alpinismo, sono la rappresentazione visiva dell’essenza storica.

In queste pagine si vuole proporre una sintesi di alcuni degli itinerari d’arrampicata che meglio rappresentano l’epoca del VI°, salite che per il loro stato di attrezzatura, la roccia non sempre perfetta e la loro esposizione possono ancora rappresentare un ottimo banco di prova anche per le nuove generazioni di scalatori.
Tale progetto è anche stato sviluppato in un formato moderno e funzionale, con l’obiettivo di essere fruibile attraverso l’utilizzo del web dove si possono trovare pagine di approfondimento dedicate per ogni salita rappresentata nei dodici mesi.

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LEGGI STORIE DI UOMINI E PARETI

“GRIGNA VI° – STORIE DI UOMINI E PARETI”

L’esplorazione del gruppo delle Grigne ebbe inizio con un certo ritardo, ben dopo che le maggiori vette alpine erano già state scalate. Solo nel 1902 si riuscì a passare dal Torrione Magnaghi meridionale a quello centrale: il passaggio di IV° grado rimase per lungo tempo considerato il più difficile delle Prealpi Lombarde.
Fu dalle Dolomiti, ove nel frattempo le guide locali avevano condotto
i propri clienti su vie molto audaci, che arrivò una folata di aria nuova: i messaggeri furono Arturo Andreoletti e Carlo Prochownick che nel 1909 introdussero lo stile d’arrampicata dolomitico nelle Grigne.
Molti itinerari classici considerati per quei tempi, ed ancora oggi, tutt’altro che banali, vennero saliti da una nutrita squadra di alpinisti milanesi poco prima e subito dopo la Grande Guerra. Tra tutti si ricordano Eugenio Fasana, Vitale Bramani, Erminio Dones, Angelo Vassalli, Gino Carugati e Gaetano Polvara.

Questi si distinsero brillantemente sul IV° e V° grado e presero dimestichezza con il rudimentale mezzo di assicurazione inventato dalla guida tirolese Hannes Fiechtl: il chiodo. L’attività dei milanesi, però, fu meno florida sul piano esplorativo, salvo pochi casi (Basili, Parisi, De Tisi); mentre, sul piano della frequentazione prima e dell’esplorazione poi, il primato nel gruppo delle Grigne è da considerarsi lecchese.
Nominiamo innanzitutto Giovanni Gandini, guida di Ballabio, che dal 1929 al 1933, completerà e traccerà molte vie di grande ardimento e difficoltà, con limitatissimi mezzi artificiali. Il suo capolavoro, la parete sul del Torrione Cinquantenario, fu tra i primi itinerari dove si superò un vero e severo VI° grado.

Si fecero avanti anche altri impavidi giovani che, equipaggiati in maniera elementare e con scarse cognizioni tecniche, si portarono subito sulle grandi difficoltà, affermandosi rapidamente. Si chiamano Mario Dell’Oro (Boga), Riccardo Cassin, Giuseppe Comi, Augusto Corti (Gusto), Rizieri Cariboni, Luigi Pozzi (Bastianella), Antonio Piloni (Togn), G.B. Riva (Sora), Gigi Vitali, Vittorio Panzeri (Cagiada), Vittorio Molteni, Mario Villa, Renzo Galbiati, Vittorio Gerli, Domenico Lazzeri, Luigi Castagna, Ercole Esposito, Gentile Butta, Pierino Cattaneo, Erminio Dones, Angelo Vassalli, Mario Galbusera, Andrea Invernizzi, Alfredo Colombo, Luigi Valsecchi, Emanuele Pellizzari, Vittorio Piffaretti, Vittorio Ratti, Ginetto Esposito, Ugo Tizzoni. Dopo un breve tirocinio attaccarono ogni torrione della Grigna per il loro versante più severo: dove non si ha tecnica, ci si aiuta con agilità, forza e tanto coraggio, scrivendo così memorabili pagine di storia alpinistica.

Nel giugno del 1933 arrivò ai Piani Resinelli Emilio Comici. Sarà proprio lui ad insegnare ai giovani lecchesi le moderne tecniche di arrampicata: il Corno del Nibbio diverrà presto costellato di vie. Intanto, il Boga traccia sul Medale una via estremamente difficile; Cassin e Corti vincono il Sasso Cavallo e Vittorio Panzeri apre una via inaudita sui Magnaghi: la Marinella.
Ebbe così inizio l’epoca del VI° grado sulla Grigna; come anche la storia di uomini e pareti che ancora oggi vive di strabilianti aneddoti, di nuovi e memorabili capitoli vissuti in questi cento anni di storia, oramai trascorsi, ma scritti su tutte le più belle ed ardite pareti delle montagne del mondo.

Il nuovo progetto vuole rendere omaggio all’attività alpinistica svolta nel periodo tra gli anni 1920 e 1940 da molti Lecchesi. Con questa iniziativa Ande vuole trasmettere valori quali l’impegno per l’ambiente, l’etica, l’integrazione multiculturale, il valore della tradizione, la libertà di espressione alpinistica, la tutela del patrimonio culturale. Tutti aspetti rappresentati, concettualmente espressi e raffigurati nei dodici temi, nelle dodici salite e nei dodici mesi dell’anno.

Il calendario dedicato alla conoscenza dell’epoca del VI° grado nelle Grigne e dei suoi protagonisti, non avrebbe potuto prendere forma senza il contributo essenziale delle immagini d’epoca provenienti dall’Archivio MOdiSCA (Montagne di Scatti).
L’archivio, fortemente voluto e promosso dal compianto Daniele Chiappa – uno degli scalatori che hanno fatto la storia dell’alpinismo lecchese – è stato creato nel 2009 dalla Comunità Montana del Lario Orientale e Valle San Martino con la volontà di salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale rappresentato dai filmati, interviste, fotografie e documenti legati alla montagna lombarda.

Grazie alla sinergia fra la Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e il Comune di Lecco, oggi il Progetto MOdiSCA continua il suo percorso e gran parte del patrimonio archivistico è da tutti consultabile on-line.
Gli archivi MOdiSCA sono stati fondamentali anche per la realizzazione delle due più importanti strutture museali lecchesi dedicate all’alpinismo e alla montagna: l’Osservatorio Alpinistico Lecchese situato al terzo piano del Palazzo delle Paure e la Casa Museo di Villa Gerosa ai Piani Resinelli.

Nato nel 1998, il progetto del calendario Ande è da sempre stato il puntuale interprete delle vicende alpine, come della stessa storia culturale legata alla montagna italiana e mondiale, grazie alle sue tavole fotografiche di ampio respiro. La pubblicazione ha una rilevanza particolare, costituendo motivo di coesione attorno ad un oggetto semplice, eppure significativo, poiché ispirato ai valori nei quali si riconosce ogni appassionato di montagna o di fotografia.

Buona Montagna a tutti!

Il calendario ANDE 2020 è un progetto aperto alla collaborazione di associazioni, gruppi sportivi, privati che vogliono condividere il loro materiale documentario (foto, filmati, documenti, articoli di letteratura alpinistica). Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons per la realizzazione delle pagine web; tutto secondo il diritto d’autore delle Creative Commons.( http://www.creativecommons.it).

Ideazione progetto:
Ande srl
Foto, concetto grafico, testi, disegni:
Tommaso Garota
Riccardo Milani
Pietro Corti

Patrocini:
Comunità Montana del Lario Orientale
Fotografie:
Tommaso Garota
Progetto Grafico:
Tommaso Garota
PreprintGrafica

Stampa:
PreprintGrafica
© 2020 – ANDE srl

CALENDARIO ANDE 2020

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