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Ande- Questione di equilibrio

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Mulciber by Ande

MULCIBER BY ANDE: ATTRAVERSO UNA SICILIA NON CONVENZIONALE

ARTICOLO DI CHRIS, GIO, STE, GREG ED ELIA

Abbiamo conosciuto tutti il periodo del lockdown; tanti lo hanno vissuto con rassegnazione, subendo il peso delle giornate che scorrevano vuote. Per altri invece la quarantena si è trasformata in incubatrice di progetti, di idee. Gli appassionati di outdoor in particolare, costretti in casa, hanno iniziato a scervellarsi su Google Earth e sulle guide per cercare mete e programmare trasferte.

Chris è un fotografo e come tanti altri non si è fermato: non ha mai smesso di produrre contenuti, pianificare itinerari futuri e relazionarsi con persone.

L’occasione di portare a casa qualche scatto si presenta ad inizio estate, quando durante una chiacchierata tra Chris e Stefano, un biker conosciuto qualche tempo prima, salta fuori l’Etna (Mulciber in latino).

Che forse il “Monte dei monti” riesca a placare la voglia che arde da tutto l’inverno?

Del resto, la stagione quest’anno è stata un po’ sfortunata e quella dell’Etna sembra di fatto un’ottima proposta: paesaggi lunari, colori e contrasti incredibili, distese di polvere nera da pennellare con le biciclette. Ah sì, poi c’è anche il freddo, e “mangiarne” un po’ dopo una primavera sotto le coperte non sarà così male…
La x sulla mappa c’è, ma Chris e Ste decidono di estendere l’invito ad altri due bikers: Gregorio ed Elia; l’imminente chiusura autunnale del bike-park, che gestiscono insieme a Ste, e il pensiero di distruggere i copertoni sulle rocce vulcaniche, facilitano la decisione e i due sono a bordo.
L’ultimo ad entrare in squadra è Giovanni, lecchese come Chris e pronto a raccontare anche lui l’esperienza con la sua macchina fotografica.

L’idea sembra interessare anche ad ANDE, storico brand lecchese che ha subito accettato di supportare il progetto.

Si giunge finalmente ai primi di settembre, il momento della partenza. Nei giorni precedenti ad ogni viaggio c’è sempre un cambio d’umore: prima è tutto bello, si studiano le linee sulle mappe, si fanno le foto del packaging dall’alto, insomma ci si gasa. L’aria però si fa più tesa quando i cinque si ritrovano a dover imbarcare tre bici da DH e l’attrezzatura d’arrampicata su un volo Ryanair.
Sì, perché nel frattempo il programma della settimana aveva subito una lieve modifica; dopo tre notti sull’Etna la combriccola si sarebbe spostata al sole di San Vito lo Capo per salire qualche tiro nelle falesie calcaree della zona.

La mattina della partenza è decisamente movimentata, ma per fortuna i bagagli vengono stivati in aereo senza problemi.
In Sicilia il mare è magnifico: chilometri di spiagge e calette, acqua limpida e di un blu intenso. Tutto ciò, a patto di essere in spiaggia e non nel parcheggio di un noleggio auto di fianco all’aeroporto; quella mattina infatti, a darci il benvenuto c’erano circa cinquanta centimetri di acqua che ricoprivano le strade di Catania, inaugurando un’ondata di maltempo che sarebbe rimasta sulla Sicilia meridionale almeno fino a mercoledì.

Recuperati un’auto e un furgone, si fila dritti verso Nicolosi, per poi raggiungere da lì il Monte Etna. L’entusiasmo è a mille e già dalla strada i ragazzi cominciano ad osservare crateri e pendii, individuando linee e discese più o meno percorribili, restando a bocca aperta.

I giorni ai 2500m del Rifugio sapienza scorrono a meraviglia. Le sveglie all’alba, il freddo, le condizioni avverse: tutto ripagato dallo scenario maestoso e dalle linee da urlo dei riders. Il meteo inoltre è estremamente mutevole laggiù e la luce disegna composizioni mozzafiato per i due fotografi, che scattano instancabili.

È curioso come attraversare campi infiniti di sabbia nera facesse estraniare dalle vicende dei mesi precedenti. La fortuna di essere spiriti avventurieri è anche quella di poter vivere momenti intensi come questo dove tutto il resto è superfluo; attimi da assaporare con tutti i sensi e senza limitazioni.

Nonostante il maltempo e i pochi giorni a disposizione, Chris e Gio portano a termine le riprese e collezionano scatti soddisfacenti. Ciò significa non solo che le sveglie alle 5.30 erano finite, ma anche che era il momento di mettere via gusci ed infilarsi invece i costumi; il prossimo paradiso da raggiungere era San Vito lo Capo.

Dopo un piacevole viaggio da una parte all’altra dell’isola e respirando l’entroterra siciliano, la cricca arriva San Vito. Giusto il tempo di metabolizzare il nuovo clima e la carbonara di pesce mangiata per cena e la meta per il giorno successivo è decisa: Grotta del Cavallo, una falesia in riva al mare con una miriade di vie a strapiombo.
Il mattino seguente è Elia il primo a scaldarsi e senza troppi indugi sale “Melchiorre”, un tiro molto estetico sull’arcata esterna della grotta. Giunta la sera, il cielo regala al team un fantastico fondale per le foto; sarà solo il primo di una lunga serie di tramonti spettacolari che accompagneranno i restanti giorni sull’isola. Tolti gli imbraghi, sistemata l’attrezzatura e rappezzato i tagli con il nastro, tutti contemplano per qualche minuto il sole che sparisce dietro l’orizzonte, per il classico humor che si presenta nelle vacanze “bros only”.

Gli ultimi due giorni scorrono serenamente tra arrampicata, cannoli e portate di pesce, dando ai cinque la consapevolezza di aver vissuto esperienze semplicissime ma incredibilmente profonde e che hanno trasformato un gruppo di quasi sconosciuti in una compagnia di amici, vivendo sul campo emozioni indimenticabili.

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